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LA LAVORAZIONE: COME SI FA LA PASTA |
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La macinazione del grano duro produce la semola, di colore giallo paglierino e granulosa (perchè il chicco di grano non viene schiacciato ma "tagliato" più volte in fasi successive per permettere l'eliminazione delle sostanze di scarto (crusca e germe) e il massimo recupero delle sostanze utili alla pastificazione. |
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La semola viene messa nella vasca di impasto e bagnata con acqua fredda in quantità attentamente dosata: eventualmente si aggiungono le uova nella produzione di pasta all'uovo, e gli ingredienti necessari per la pasta aromatizzata (spinaci o pomodoro). |
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2- IMPASTO |
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L'impasto ottenuto, simile nell'aspetto a sabbia umida, deve essere omogeneo il più possibile: è importante che ogni singolo granello di semola assorba la giusta quantità di acqua. |
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3- COMPRESSIONE |
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L'impasto, ora omogeneo, passa adesso in una pressa cilindrica che contiene una vite "di compressione" che comprimendo l'impasto, lo trasforma in una sostanza compatta da avviare alla trafila dove assumerà l'aspetto definitivo che conosciamo tutti. |
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4- TRAFILA |
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La trafila è uno stampo circolare, in bronzo, da cui esce la pasta assumendo tutte le svariate forme che si vedono in commercio. |
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5- ASCIUGATURA ED ESSICCAZIONE |
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Immediatamente inizia l'asciugatura che, in fasi successive, porta alla completa essiccazione del prodotto: è necessario che si asciughi subito l'esterno della pasta lavorata (in modo che la forma e la lunghezza della stessa si stabilizzi) ma altrettanto che - negli appositi essiccatoi ventilati - si giunga alla completa asciugatura della pasta in tempi lunghi (dalle 24 alle 72 ore) senza sottoporla mai a temperature eccessive - non devono mai superare i 40°C - che ne altererebbero la qualità nutrizionale. |
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6- STABILIZZAZIONE E CONFEZIONAMENTO |
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Il prodotto, ormai finito, viene sottoposto ad una ultima fase di "riposo" o stabilizzazione (lasciandolo ancora nelle "celle di essiccazione" per circa 10 ore) prima di essere destinato alla fase di confezionamento per giungere alle vetrine dei negozi e, da qui, alla nostra tavola. |
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