GOLA gioconda - il piacere della tavola in Toscana
n°6 - Novembre/Dicembre 2002

Da Strada in Chianti alla conquista del mondo, si potrebbe dire.
(...) Il marchio per cui è conosciuto il Pastificio Fabbri è Il Torchio.
Si suddivide in più linee: dalla "classica" alle "specialità" passando per la pasta all'uovo e le aromatizzate.
La linea Cartapaglia è l'ultima nata: la pasta, di qualità decisamente superiore alla media (da gustare con un filo d'olio o con sughi di carne e selvaggina senza scolare troppo), viene confezionata con una carta speciale ottenuta con gli scarti della lavorazione del grano: si eliminano così gli sprechi e si rispetta l'ambiente.
Da citare, infine, la pasta fatta con i grani duri solo della terra di Siena nata in occasione del centenario.
Il centenario è quello del Consorzio Agrario di Siena, l'arte artigiana è quella del Pastificio Fabbri.


AGRISOLE Imprese e Prodotti - 13/19 Settembre 2002

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(...) Il CAP di Siena, tra gli altri, è fornitore di Barilla, Agnesi e Molino Maionchi.
(...) - conclude Pagliuca - il CAP ha già impostato una strategia di mercato che punta sulla qualità, con un progetto sperimentale sulla tracciabilità del grano duro, che parte dalle sementi certificate, comprende la coltivazione, lo stoccaggio, per finire alla trasformazione in pasta che viene commercializzata nei negozi alimentari del Consorzio stesso.
Quest'anno la certificazione ha riguardato i primi 30.000 quintali di prodotto". Su questo progetto il CAP di Siena ha recentemente ottenuto la certificazione da parte dell'organismo ufficialmente accreditato (in questo caso il Registro navale italiano - Rina) attraverso la selezione dei produttori e il controllo delle attività di semina, coltivazione e conferimento.
Una parte del grano duro certificato, coltivato e raccolto a Siena, inoltre, viene lavorata artigianalmente dal pastificio Fabbri di Greve in Chianti.
La commercializzazione della prima pasta "made in Siena", con il marchio Cap Siena-Fabbri è prevista per la fine dell'anno.

testo estratto da articolo pag. 9 - Massimiliano Frascino


GAMBERO ROSSO Wine Travel Food - numero 31 - 2002

"When you wander into Italian food shops, the brands and packaging of major pasta producers are familiar, and the biggest names (Barilla, Agnesi, Del Verde, Divella, De Cecco, La Molisana and Voiello) look and taste comfortingly the same everywhere in the world.
(...) But there are 175 pasta-making firms in Italy and alongside the giants are many micro-companies who, to survive, must offer consumers something special.
That something special can cost much more than the standard brands.
(...) Loyal customers are willing to pay for the distinctive taste and texture of higher-priced artisanal pasta. They find that it maintains its shape and pleasant chewiness when cooked and has a more pronounced wheaty flavour. The surface of the best pasta absorbs seasonings well. pasta and sauce become one.
The best of the small artisanal pasta producers work slowly, a rhythms that are a tenth of the speed of the big firms. Extrusion and drying can last up to five days for some formats. Production is small, the durum wheat flour used is top quality, packaging is often by hand, and distribution limited. Advertising is non-existent. (...) Giovanni Fabbri makes the same point. "We have to distribute our pasta ourselves", and since he doesn't buy ads, go to food fairs or have salesmen doing the rounds, his business depends on word of mouth. (...)"

"This Tuscan firm specializes in spaghettoni, a format that takes 16-18 minutes to cook. The result is a miracle of texture and consistency. The secret to all the shapes in Fabbri's top line is slow-moving machinery that is 50 years old and long, natural drying. Mostly sold locally in Chianti and Florence. Look for it during a visit."

testo estratto da articoli pagg. 56, 57, 58 - Mara Nocilla


SIENADOVE - anno 2 (numero 1) - gennaio 2002

"E' la pasta dei cento anni, c'è scritto sull'etichetta; i cento anni sono quelli del Consorzio Agrario Provinciale di Siena che sotto la presidenza di Francesco Moffa e la spinta innovativa del direttore Pietro Pagliuca e di appassionati collaboratori sta diversificando strutture, servizi e attività.
La storia della pasta dei cento anni è breve: la spiega Alessandro Pannacci, il public relation man del Consorzio Agrario.
La pasta "dei cento anni" (...) nasce come test, progetto sperimentale in nome della tracciabilità.
Già, tutti parlano di tracciabilità, bella parola ma cosa vuol dire? Il Consorzio Agrario senese - spiega Pannacci - la mette in pratica.
Si tratta di una tracciabilità della filiera corta: dai campi senesi dove si produce e nasce un grano duro di altissimo livello qualitativo, direttamente al produttore per finire subito (come pastasciutta) sul tavolo dei consumatori. Ecco la filiera: il Consorzio Agrario provinciale ritira il grano dai cerealicoltori senesi e anche aretini; una parte di questo prodotto è conferita a un pastificio artigiano, per la cronaca il pastificio Fabbri di Greve in Chianti che produce pasta con metodi antichi e tradizionali, quelli che hanno reso famoso lo spaghetto nel mondo, primo testimonial dell'italian food. pasta fatta con le trafile in bronzo: lo spaghetto, ma anche il maccheroncino, la tagliatella, ecc. Esce leggermente grezzo, una vera prelibatezza, dicono i santoni del mangiare-bere perchè adatto, adattissimo a "tenere il sugo" di carne, al pomodoro, alle verdure."

testo estratto da articoli pagg. 36, 37 - Paolo Maccherini