Quest’anno, il Pastificio Fabbri ha optato per 2 ricette con d’ingredienti di altissima qualità: Spaghettoni di farro (100% dicocco) ai friggitelli ed aglio e Spaghettoni di semolato 100% verità cappelli al Chianti DOCG 

Da 15 anni, Il Pastificio Fabbri è Partner del Festival Nazionale dei Primi Piatti :”I Primi d’Italia”. Ogni anno, il Pastificio viene consultato e dà consigli per cuocere la pasta.  Pasta, riso, zuppe, gnocchi, polenta ma anche i prodotti agroalimentari indispensabili per la creazione di un gustoso primo, sono i protagonisti della maratona culinaria più appetitosa d’Italia. Una manifestazione che veste a festa l’intero centro storico di Foligno, promuovendo a tutto tondo la cultura del primo piatto in tavola. Quattro giorni all’insegna di degustazioni continuative, lezioni di cucina, dimostrazioni di grandi Chef, produzioni alimentari di qualità, ma anche momenti di spettacolo e di intrattenimento. Un universo di degustazioni continuative e di cultura alimentare, dove tutte le vie portano al gusto. Vedi il sito internet : http://www.iprimiditalia.it/partner/  

Estratto dal libro pubblicato per il XIX° Festival Nazionale “I Primi d’Italia” – Edizione 2017:  
Ricetta consigliata

Spaghettoni di farro (100% farro dicocco) ai friggiteli ed aglio 

Ingredienti per 4 persone:

250 g di Spaghettoni di Farro Pastificio Fabbri (100% farro dicocco)
15 friggiteli 
4 spicchi d'aglio 
20 g di cipolla 
Olio extra vergine d'oliva di alta qualità
Sale e pepe

Procedimento:  Accorgimento 1: tenere sempre tanta acqua di cottura da parte, la nostra pasta assorbe molto più della media dati i tempi di essicazione che per gli spaghettoni sono dai 5 o 6 giorni completi. Pulire i friggiteli dai semi e dalla testa, pulire l’aglio e battere tutto a coltello molto finemente.   Aggiogamento 2: non usare mixer, frullatori a immersione ecc…insufflano l’aria nel battuto e lo riscaldano compromettendo il gusto finale e la cottura. Mettere tanto olio in una padella a bassissima temperatura, un po’ come si fa per i fagioli a fisco. Non deve soffriggere mai ma solo stare in temperatura, facendo piccole bollicine nell’olio che salgono molto lente. Cuocere i friggiteli la prima mezz’ora scoperti, poi 3 ore coperti e di nuovo mezzora scoperti, non girare spesso e farlo molto delicatamente. Dopo questa cottura il trito di aglio e friggiteli sarà integro ma si scioglierà in bocca. Aggiustare di sale. Mettere l’acqua sul fuoco, salarla e buttare gli spaghettoni mentre bolle, non far perdere il bollore, scolare dopo 15 minuti e finire di cuocere in padella aggiungendo l’acqua di cottura fino a cattura ultimata e impiattare.


Ricetta consigliata 

Spaghettoni di semolato di grano duro (100% varietà Cappelli) al Chianti DOCG

Ingredienti per 4 persone: 

250 g di Spaghettoni di semolato varietà Cappelli Fabbri 
1 porro grande oppure 2 due piccoli 
5 filetti di acciuga  
Ricotta salata
Rosmarino, salvia, menta
Vino rosso del Chianti (comunque con molto sangiovese o sangiovese in purezza)
Olio extra vergine d'oliva di alta qualità
Sale e pepe nero

Procedimento:  Accorgimento: tenere sempre tanta acqua di cottura, la nostra pasta assorbe molto più della media dati i tempi di essicazione che per gli spaghettoni sono dai 5 ai 6 giorni completi. In una casseruola soffriggere il porro tagliato grossolanamente con 3 cucchiai di olio e un ciuffo di rosmarino. Aggiungere i filetti di acciuga battuti al coltello e togliere il rosmarino. Aggiungere i filetti di acciuga battuti al coltello e togliere il rosmarino. Sfumare il tutto con il vino (circa 150 ml) a fuoco alto e poi far sobbollire, una volta evaporato l’alcol per altri 5 minuti a fuoco medio. Lasciare rapprendere e una volto tiepido frullare fino alla finezza desiderata e aggiustare di sale e pepe, aggiungendo una foglia di salvia e una di menta. Cuocere gli spaghettoni in acqua bollente salata per 12 minuti. Scolare gli spaghettoni e farli saltare in padella con il sugo, aggiungendo acqua di cottura fino alla cottura desiderata. Una volta cotti spolverare di ricotta salta e dare, a fuoco spento ma con la pasta ancora calda, una ultima saltata, poi impiattare.”