Ci sono più di una ipotesi per quanto riguarda l’origine della parola “gnocco”. Che sia dal dialetto veneto “gnoco” (“protuberanza, gnocco”), dal longobardo “knohha” (“nocca, articolazione delle dita”) o addittura dal nizzardo “inhocs” (pronunciato “ignoc”), in ogni caso gli gnocchi si inseriscono in una ricca storia culinaria e si sono imposti nel corso dei secoli come uno dei formati più emblematici dell’industria pastaria.

Cucinato in acqua bollente o fritto, lo gnocco è considerato come l’antenato di una notevole quantità di formati (cavatelli, orecchiette, strozzapreti ecc.). Se l’usanza di aggiungere la patata nell’impasto risale soltanto all’Ottocento, è ormai consuetudine nei pastifici commercializzare una pasta che assomiglia a una conchiglia scanalata, direttamente ispirata alla forma dei tradizionali gnocchi di patate. È questa la forma che abbiamo scelto di produrre nel Pastificio Fabbri, con solo grano e acqua.

Ideale con

Gli gnocchi possono essere gustati sia come pasta asciutta conditi con una pomarola fresca o un ragù, che nelle ricette di minestre accompagnati a brodo di verdure.